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Viaggio onirico nell'universo del cavaliere

Quando, prima di metterti a scrivere, decidi di evocare il tuo personaggio, accadono cose ben strane. Non so da dove iniziare ma da qualche parte il racconto deve pur cominciare.

 Quando, con l’immaginazione, ho visto il volto del mio personaggio ho trovato naturale rivolgermi a lui e invocarlo perché mi ispirasse. Ho pensato a lui giorno e notte, mentre guidavo, mentre lavoravo, mentre mangiavo, mentre sognavo, forse me ne sono un po’ innamorata, così, infine, credo di averlo evocato, non stupitevi allora se parlo di lui come un personaggio reale, perché una notte mi è apparso in uno strano sogno, uno di quei sogni lucidi in cui oltre la mente, anche tutti i sensi sembrano ben desti, e io sono convinta che egli sia da qualche parte, forse a cavallo in un bosco di querce secolari.  

Il “mio cavaliere” mi è apparso a Montesiepi, in Toscana,in un pomeriggio soleggiato di fine estate.  Da qual momento abbiamo iniziato a viaggiare insieme in una dimensione forse onirica, partendo da quel luogo dal quale si crede si sia diffusa la leggenda di re Artù. Ho trascritto tutto ciò che egli mi ha rivelato in un racconto che spero di pubblicare presto, ma gli ho promesso che non lo farò finché non mi apparirà nuovamente, posso perora riportare qui alcune tappe di quello strano viaggio, nato dell’intreccio di una storia di trasformazione individuale, una storia mia e una storia sua, con la storia della cavalleria, che è metafora di un’umanità in cammino verso un ideale che sempre rinasce sotto nuove forme.

Un giorno racconterò tutto ciò che egli mi ha rivelato, per ora mi è solo concesso di scrivere in versi che riporto qui di seguito, perché solo la poesia può affacciarsi alla soglia del mistero. Che aspetti ad avventurarti anche tu per quel sentiero che intravedi nei tuoi sogni più sinceri?

 Il racconto completo si trova ne Il Giglio e la spada, Sovera edizioni

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