saggi
 


Un gioco serio: l’amor cortese

Il Medioevo è immaginato da molti come un’età tetra, oscura, di oppressione materiale e spirituale e molti sono i luoghi comuni diffusi da una storiografia che ha descritto l’età medioevale come una terra di mezzo ove non sorge mai il sole della ragione, un buio millenario compreso tra due età luminose e dorate: le età classica e rinascimentale. Eppure, la tetraggine mal si addice a una società, come quella  medievale, che invece cercava occasioni di divertimento proprio come la nostra, che era animata dall’amore per il gioco - come quello dei dadi, degli  scacchi, della dama - e per la festa: ogni occasione era buona per creare momenti di svago, primo fra tutti il torneo. Così, nell’esplorare quel mondo luminescente, nobile e radioso che è  il fin’amor della letteratura cortese, m’è parso bello ascriverlo al vasto mondo del gioco. L’amor cortese come gioco, dunque, ma un “gioco serio”.

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